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Storia

a cura di Igino Addari

LE ORIGINI

Bisenti dall'altoI primi abitanti di Bisenti furono contadini, probabilmente di origine ellenica, e pastori che, già nel periodo neolitico, praticavano la transumanza, dalle falde del Gran Sasso alla Puglia, percorrendo la "via ad salinas" che, dalla Marsica, attraverso Castel del Monte, Campo Imperatore, Vado di Siella, scendeva verso Arsita e Bisenti, per arrivare fino a marina di Città S.Angelo, dove c'erano le saline.

Secondo alcuni studiosi, Bisenti sarebbe la BERETRA ricordata da Tolomeo;  altri ne derivano il nome dalle parole latine BIS SEPTUM.

In epoca preromana Bisenti fu un fortilizio dell'agro abitato dai Vestini, antico popolo italico che abitava, con i Marruccini di Chieti, i Peligni di Sulmona e i Pretuziani di Teramo, l'attuale territorio abruzzese.

 

UN FAMOSO CONCITTADINO: PONZIO PILATO

Ponzio PilatoSecondo la leggenda, Bisenti è la patria di Ponzio Pilato, procuratore romano che nel I secolo d.C. governò la Giudea e al quale viene attribuita la responsabilità della  condanna di Gesù di Nazareth alla pena della crocefissione.

L'edificio, sebbene modificato e ristrutturato nel corso dei secoli, conserva ancora le caratteristiche di una tipica domus romana: pur mancando l'ingresso principale e il vestibolo, perfettamente conservato è l'atrio, che dava luce alle stanze e accesso all'impluvium.

A proposito dell'approvviggionamento idrico dell'edificio, si rileva la presenza di un qanat (video) , un sistema di origine mediorientale che in Italia si riscontra soltanto a Palermo e nella vicina Atri. casa di PilatoUna tecnologia inventata in Mesopotamia circa 3000 anni fa che consiste nella captazione delle acque direttamente della falda idrica. L’acqua viene poi trasportata attraverso gallerie sotterranee leggermente inclinate, che possono essere lunghe anche parecchi chilometri. Nel qanat, l’acqua fluisce per effetto della gravità, in quanto la destinazione è più bassa rispetto al punto di origine e raggiunge la superficie attraverso pozzi verticali. Il qanat di Bisenti avrebbe origine dalla collina di San Pietro per poi raggiungere l’estremità sud orientale del paese, ovvero la Fonte Vecchia . Nel suo percorso il qanat incontra un pozzo verticale, oggi inaccessibile a causa della presenza di detriti, che corrisponde all’impluvium interno all’abitazione che la tradizioneidentifica come la casa natale di Ponzio Pilato.

 

PRIMI DOCUMENTI ATTESTANTI L'ESISTENZA DI BISENTI

1117 – Papa Alessandro III in una bolla nominava BIFERNUM come tributaria di Monte Cassino.

1176 nella bolla di papa Alessadro III, si conferma il tributo dovuto dalla chiesa di San Pietro alla Badia di Montecassino;

Chiesa di San Pietro

1190  in una bolla di papa Celestino III del 17 marzo 1190  si assegna il possesso della chiesa di San Pietro al vescovo di Penne Ottone dei conti di Loreto e Conversano.

L'antica costruzione presenta un aspetto semplice, ad una sola navata, rischiarata da una piccola monofora

1273 – Carlo I d’Angiò, costituendo il giustizierato di Abruzzo, include anche “Bisentum” 1275 – gli Acquaviva detengono metà del castello di “Bisenti”, l’altra metà viene attribuita a Fortebraccio di Romania.

Delle tre torri angioine che componevano l'antico castello, riportate nello stemma comunale, rimane una posizionata sul piazzaletto del belvedere 

 

torre angioina

 

 1290 – Matteo, figlio del defunto Gualtiero d’Acquaviva ottiene l’investitura di Bisenti, fino allora divisa tra gli stessi Acquaviva e Fortebraccio

1343 –  Bartolomeo di Bisenti, professore di medicina con alti meriti nell’ambito della cultura, nominato miles, si vede confermate da Roberto d’Angiò le concessioni sulle rendite di Acquaviva e di Poggio Rattieri, già concesse nel 1340. Durante la sua permanenza alla corte angioina Bartolomeo de Bisento conosce Boccaccio e Petrarca

1445 circaMicheletto degli Attendoli, al servizio di Renato d’Angiò, occupa Bisento

1462 – alla fine di un periodo di conflitti, Giulio Antonio d’Acquaviva eredita i diritti del possedimento di Bisenti, passandoli al figlio come eredità

1472 i padri celestini, come risulta dalla lapide apposta fra gli archi semigotici dell'edificio, realizzano la casa badiale. Attualmente, all'interno si trova un piccolo museo degli oggetti appartenuti a PasqualinoCanzii.

Badia celestiniana

 

BISENTI NELL'EVO MODERNO

1558 – il dominio passa ai Majorano

1700 seconda metà – il dominio delle terre di Bisenti torna agli Acquaviva

1730 - come si ravvisa da un'epigrafe apposta sulla facciata esterna, viene ristrutturata la Fonte vecchia alimentata dal qanat

Bisenti fonte
1760 – subentra l’amministrazione del governatore Giuseppe Sebastiani di Cermignano

1776 - viene modificata e rinnovata nelle forme tra il 1776 e il 1796 dall’architetto Giovanni Fontana di Penne la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, inclusa tra le basiliche abruzzesi.

Sul fianco sinistro si scorge un rosone in pietra che potrebbe essere traccia di una chiesa originaria, più antica, risalente forse al XV secolo. Alla seconda metà del Cinquecento risale la croce processionale in argento.

L’interno, a navata unica, è decorato da archi, lesene e cornici, ma soprattutto impreziosito dal soffitto decorato con tre grandi affreschi, racchiusi in altrettanti medaglioni di forma ellittica, che raffigurano episodi biblici e sono attribuiti alla bottega di Giacinto Diano, mentre a uno dei suoi aiuti, Giovannangelo Ronzi, si attribuisce la pala d’altare con l’”assunzione della Vergine”.

All’interno della chiesa è conservata una preziosa statua in terracotta della “Madonna con Bambino in adorazione”, pregevole opera di Giovan Francesco Gagliardelli. L’organo è datato 1800-1801, ad opera di Giovanni Gennari da Rovigo.

Chiesa S. Maria degli Angeli

1806 – viene abolita  la feudalità.


IL NUME TUTELARE DI BISENTI: Pasqualino Canzii

All'interno della Chiesa madre, in una nicchia dell'altare laterale, sono custoditi i resti mortali del seminarista bisentino Pasqualino Canzii, traslati dal vecchio cimitero di Bisenti, con solenne cerimonia il 4 luglio 1999.

CanziiPasqualino Canzii (1916-1930) ebbe una vita breve ma intensa, piena di sofferenza e di stenti, di gioie e di soddisfazioni, dedicata al servizio di Dio.

"Un adolescente che nella vita ha avuto un solo desiderio, farsi santo": questa è stata la vita di Pasqualino Canzii (maestro Lucio Salini, promotore della Causa Santa).

Il 26 dicembre 1999 la Congregazione delle Cause dei Santi ha dato il nulla-osta per l'inizio della causa di Beatificazione e canonizzazione.

Un coro unanime invoca Pasqualino Canzii come il "Santo adolescente di Bisenti" e in molti accorrono per conoscere le vicende della sua vita e per chiedere la grazia. I primi segni della sua "forza" sono già manifesti.

bisentilogo  Comune di Bisenti

Via Duca degli Abruzzi, 5
64033 Bisenti
Centralino: +390861997156
Fax: +390861995733
Codice Fiscale: 00195310677
Email PEC: comunebisenti@pec.it
Email ordinaria: info@comunebisenti.gov.it

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